Indicatori del Benessere Equo e Sostenibile, un importante passo avanti per il Paese

L'inserimento dei 12 indicatori del Benessere Equo e Sostenibile nel DEF a partire dal 2018 è un grande passo avanti per far fronte alle necessità dell'Italia
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Finalmente lo scorso 16 novembre è stato approvato con un decreto ministeriale l’elenco degli indicatori del Benessere Equo e Sostenibile (BES), più volte sollecitato dai Verdi, che ha come obiettivo quello di misurare in maniera differente e sostenibile gli impatti delle politiche economiche del nostro paese. Un obiettivo ulteriore è quello di superare il concetto di PIL verificando la sostenibilità del contesto economico e sociale in cui viviamo.

L’importanza di questi 12 indicatori è finalmente un modo per considerare il benessere collettivo, capirne le criticità ed avere una maggiore chiarezza sui settori nei quali è necessario intervenire, stabilendo delle priorità, per richiamare l’attenzione sulla qualità della vita.

Il Governo italiano è ufficialmente il primo in Europa e tra i Paesi del G7 ad adottare gli indicatori BES. Anche se il sistema di indicatori BES, in verità, non è una cosa così recente. Un primo sistema è stato creato nel 2011, grazie al lavoro dell’Istat assieme ai rappresentanti delle parti sociali, e quattro di questi parametri erano già stati inseriti nel DEF 2016.

La novità è quindi che tali indicatori saranno tre volte tanti e tra questi includeranno anche le emissioni di CO2 e gas che alterano il clima, ma anche un indice sull’abusivismo edilizio.

I dodici punti di cui Governo dovrà rendere conto annualmente attraverso una relazione e un’analisi dell’impatto della legge di bilancio, entro il 15 febbraio, sono:

1) Reddito medio disponibile aggiustato pro capite;
2) Indice di diseguaglianza del reddito disponibile;
3) Indice di povertà assoluta;
4) Speranza di vita in buona salute alla nascita;
5) Eccesso di peso;
6) Uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione;
7) Tasso di mancata partecipazione al lavoro, con relativa scomposizione per genere;
8) Rapporto tra tasso di occupazione delle donne di 25-49 anni con figli in età prescolare e delle donne senza figli;
9) Indice di criminalità predatoria;
10) Indice di efficienza della giustizia civile;
11) Emissioni di CO2 e altri gas clima alteranti;
12) Indice di abusivismo edilizio.

Si tratta di un passo in avanti per l’affermazione nel nostro Paese di indici che sappiano guidare le scelte dell’agenda politica che sempre più dovrà guardare alle diseguaglianze sociali, alla sostenibilità ambientale e alla conversione ecologica dei modelli produttivi e degli stili di vita per regalare alle future generazione un futuro migliore.

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